Tappa 02 - Pontedera - Empoli
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20/05/2019
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Pontedera-Empoli
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Distanza KM
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Dislivello
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Tempo
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Meteo
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49,4
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Salita
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Discesa
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Trascorso
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In Movimento
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⛅⛈
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652
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638
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Note eventuali
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E' il secondo giorno di questo itinerario e questa notte, come al
solito, ha piovuto a dirotto ed anche di prima mattina
qualche goccia d'acqua scappava. Dopo la bella nottata tranquilla
presso l'Hotel Il Falchetto a Pontedera, la mattina, non prestissimo, scendiamo nell'apposita saletta
per una bella colazione a base di caffè, cappuccino, latte,
tartine, cornetti e che ci danno modo di iniziare la giornata nel
migliore dei modi. Dopo aver recuperato nell'apposito locale,
messoci a disposizione, le nostre mountain bike iniziamo i
preparativi per la partenza. Siamo su via della Misericordia e
davanti a noi, oltre il parcheggio, la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo (Sec. XIX - I campanili,
fatti saltare in aria durante la seconda guerra mondiale, furono
successivamente sostituiti dallo svettante campanile in cemento
armato).
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Tracciato adatto a:
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Mountain bike
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@-Mtb
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Gravel
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N.
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Descrizione |
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01
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Pontedera (PI); in località La Rotta salita asfalto 600m pendenza 7,2%.
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02
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Pontedera (PI); salita asfalto/sterrato in direzione località San Gervasio 4400m pendenza max 7,7%.
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03
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Pontedera (PI); saliscendi da località San Gervasio su asfalto verso la località Palaia 2200m pendenza max 8,1%.
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04
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Palaia (PI); dal km 13 in direzione Colleoli saliscendi su asfalto 1350m pendenza max 9,3%.
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05
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Colleoli (PI); salita asfalto in direzione Camposanto Palaia 2000m pendenza max 13%.
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06
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Palaia (PI); al km 20 salita sterrato da bivio Via Palaiese in direzione Eremo San Martino di Agliati 1700m pendenza max 26,7%.
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07
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San Miniato (PI); dal km 32, da incrocio Campo Sportivo Gargozzi in direzione centro storico di San Miniato 1200m pendenza max 19,2%.
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Tracciato percorribile in sella al:
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Traccia GPS (clicca su uno dei pulsanti per aprire la
pagina del portale)
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Garmin
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Google Maps
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Outdooractive
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Wikiloc
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Chi aderisce alle escursioni dichiara di essere cosciente dell'impegno
fisico e dei rischi che l'attività comporta e solleva da ogni
responsabilità l'organizzatore.
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Note
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Giornata caratterizzata dal primo mattino con tempo molto ma
molto incerto che fa presagire un temporale da un momento
all'altro. Sarà un percorso completamente diverso da quello
che avevamo in programma di fare perché alcune direzioni,
anche se da noi percorse, arrivavano in punti dove era poi
impossibile proseguire (sbarre o cartelli di divieto), vuoi
per via del fango o semplicemente perché il sentiero terminava
nel nulla. Abbiamo però la fortuna di passare per strade,
asfaltate, dove il traffico è davvero scarso o inesistente e
raggiungiamo dei piccoli borghi dove le persone che vi abitano
si possono contare sulle dita di due mani. Terreni molto umidi
e tanto fango con diverse inversioni di rotta anche dopo aver
pedalato qualche ora su delle bellissime strade bianche che i
navigatori segnalavano percorribili ma che si perdevano poi
nel mezzo di grandi prati. La passione però è passione e
nonostante tutto e con qualche sintomo di stanchezza abbiamo
ripreso la nostra strada per arrivare alla meta di
Empoli.
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Descrizione itinerario
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Sistemate borse, controllate le pressioni dei pneumatici
e saliti in sella partiamo da
Pontedera percorrendo
a sinistra via della Misericordia e seguendo il senso
unico e arriviamo all'incrocio con via Alessandro Manzoni.
Girando a sinistra andiamo in direzione dell'incrocio con
viale della Repubblica e quindi via Risorgimento per
arrivare al sottopasso della linea ferroviaria. Lo superiamo e mantenendoci a sinistra imbocchiamo il
piccolo vialetto che in leggera salita entra nel
Parco Montagnola. Nei pressi dell'argine del
fiume Era ci
teniamo a sinistra per proseguire sul tratto ciclo
pedonale e superando un'altra volta la linea ferroviaria
arriviamo all'incrocio con via G. Matteotti. Curviamo a
destra e arrivati all'incrocio lo attraversiamo andando a
percorrere viale Italia e giunti alla rotonda giriamo a
destra su via C. Colombo. Mantenendoci a sinistra passiamo
su via E. De Nicola e su questa strada non eccessivamente trafficata raggiungiamo
il sottopasso della SR439
Strada statale Sarzanese-Valdera . All'ingresso del parcheggio, dove troviamo il
Lago Braccini,
(lago artificiale della vecchia fornace Braccini
utilizzato per una delle ultime discipline sportive il
Cable Wakeboard
Sport acquatico da tavola che nasce dalla fusione tra lo
sci nautico e lo snowboard). La stradina sterrata passa accanto alla sponda e
secondo il tracciato, caricato sul GPS, dovremmo
proseguire sempre diritto ma il sentiero è sparito nel
verde e siamo quindi costretti a fermarci per controllare
quale strada alternativa seguire.
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Visualizziamo alcuni tratti sterrati che partono a monte e
prendiamo a sinistra seguendo il bel sentiero che segue
ancora le sponde del lago arrivando su via delle Prunacce.
Giriamo a sinistra, percorrendo un breve tratto di strada
asfaltata, per poi deviare ancora a sinistra ed imboccare la
sterrata che, con un'ampia deviazione, ci porta all'incrocio
con via Montecastello. Attraversandola risaliamo l'argine di
un tratto del
Canale scolmatore dell'Arno
e superato il piccolo ponticello proseguiamo sul single
trail che arriva e rimane a ridosso del boschetto. Deviando
poi a sinistra, andiamo in direzione della piccola frazione
La Rotta, e quando il sentiero termina siamo su via San
Martino di Sotto. Con una leggera salita andiamo ad imboccare a destra via
E. Capecchi ed al primo incrocio giriamo a destra e
facciamo cosi anche al successivo per percorrere via di
San Gervasio. Superato il sottopasso della SGC-Superstrada FI-PI-LI una leggera salita ci porta davanti al piccolo Camposanto e sempre sulla strada asfaltata seguiamo una parte
dell'itinerario della
Strada del Vino delle Colline Pisane
che scorre tra vigneti e boschi in una parte del
territorio coperta sia da macchia mediterranea a cui si
associano tratti di vigneti colline di uliveti. Nel frattempo il cielo è un continuo passaggio di
nuvoloni che non promettono nulla di buono ma per il
momento non piove e mentre proseguiamo, sempre in
leggerissima salita, andiamo a percorrere una serie di
curve in cui l'andatura, abbastanza regolare del gruppo,
ci consente di scambiarci qualche battuta.
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Arrivati nel piccolo borgo di
San Gervasio, poche
case davvero, proseguiamo senza nessun intoppo in direzione
di Colleoli e quando
arriviamo qualcuno, che ha visto il cartello del
Circolo Arci
associandolo alla possibilità di poter bere un buon caffè
deviamo inoltrandoci nella stradina che porta nella piazzetta San
Bartolomeo. Effettivamente ci sono dei tavoli e alcune sedie
ma dell'insegna del bar nemmeno l'ombra e così trovata anche
una persona chiediamo se è possibile bere un buon caffè…. La
risposta è rassicurante… certo, li davanti c'è il Circolo….
Ci giriamo e con nostro stupore vediamo la porta chiusa…..
Rimaniamo un po' basiti e girandoci verso questa persona
chiediamo se è giorno di chiusura…. ma con fare da prendere
per i fondelli ci informa che non è giorno di chiusura ma il
Circolo apre alle 20:00… son cose che succedono.....
stop.... Riprendiamo la strada asfaltata e superiamo alcuni poderi
su una strada che attraversa colline piene di uliveti e
giunti
nel territorio comunale di Palaia
e superato il cimitero dopo alcune curve alla nostra
sinistra la bellissima Pieve di San Martino (Sec. XIII). Purtroppo le porte sono chiuse e impossibilitati a visitarne l'interno proseguiamo ed arriviamo al bivio, dove giriamo a sinistra su via San Martino ed arriviamo al bivio
con la SP36
-Strada Provinciale Palainese . Incredibilmente troviamo la strada bagnatissima ed in
questo tratto sembra aver piovuto da poco e mentre
percorriamo i tornanti, in discesa, diminuendo la velocità
per via del fondo viscido, arriviamo nel fondo
valle.
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Sulla strada semi pianeggiante percorriamo circa 1000m
di rettilineo per giungere a fianco dello spiazzo dove deviamo
a destra seguendo il cartello che ci indica Eremo e Chiesa di San Martino. (Sec. XIII). Salita abbastanza regolare nel primo tratto, poi arriva la
parte più impegnativa quando ci sono i tornanti ma dopo
l'ultimo la pendenza si abbassa e arriviamo ad imboccare il
vialetto che ci porta all'interno del cortile davanti alla
chiesa che è aperta e così entriamo per vederne l'interno che
risulta abbastanza spoglio, ma dove il silenzio e il canto
degli uccelli fanno di questo posto un luogo dove fermarsi
qualche minuto in più. Oltre a scattare qualche bella
fotografia ci portiamo anche sul retro dove si gode di un
paesaggio davvero unico, mentre sulla parte sinistra troviamo
il chiostro. Davanti a noi, guardando la valle e i paesi
sottostanti, ci sono grossi nuvoloni neri però la voglia di
rimanere ancora qualche minuto in questo posto così tranquillo
è più forte ed allora ci permettiamo un attimo di pausa
mangiando qualche barretta. Quando un nuvolone grigio passa
sopra di noi però ci guardiamo in faccia e inforcate le nostre
mountain bike iniziamo la discesa, su strada sempre sterrata,
lasciando le poche case della località
Agliati per dirigerci
verso la località
Fornace. Al il bivio ci teniamo a destra e proseguendo, sempre in
discesa, ci portiamo in direzione della località
Vallicelle arrivando sul
ponte che attraversa il
torrente Chiecina che segna il confine tra i comuni di
Palaia e
San Miniato lo attraversiamo portandoci sulla SP39-San Miniato-San Lorenzo dove giriamo a destra.
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La strada in questo punto è davvero trafficata i rumori dei
camion, autoarticolati, che ci mettono in apprensione, ma
fortunatamente una volta passati un paio di questi mezzi tutto
il resto dei veicoli che ci sorpassano sono auto. Superiamo il
Crossodromo Santa Barbara
e con la strada che devia a sinistra arriviamo in discesa in
località La Serra. Siamo
anche fortunati perché troviamo aperto il
Bar Vando dove ci fermiamo per mangiare almeno un
panino. Dopo un buon caffè e un colloquio con alcuni avventori
che nel frattempo si sono portati all'esterno per guardare le
nostre mtb ripartiamo e adesso la nostra meta è
San Miniato. Percorriamo
a questo punto un lungo tratto, 4 km, di statale passando
dalla piccola località
Le Tombe e arrivati
al bivio, dove la statale gira a sinistra, noi proseguiamo
invece diritto seguendo il rettilineo di via Gargozzi.
Raggiunto l'incrocio giriamo a sinistra su via Fornace vecchia
e la strada inizia quasi subito a salire con un bel rettilineo
ma è dopo la curva a destra che ci dobbiamo impegnare a fondo
perché le pendenze sono oltre il 12%. Alla prima curva la
strada ci fa respirare un poco ma arrivati alla successiva, a
sinistra, si impenna nuovamente e sarà così fino a quando non
arriviamo all'incrocio con la SP39
. Curvando a destra e andiamo a percorrere via Roma ed
attraversate le case incontriamo la Chiesa della Santissima Annunziata (Sec. XVI) e poco più avanti Palazzo Grifoni
ora Sede della Fondazione della Cassa di Risparmio di San
Miniato.
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Risaliamo per la strada che devia a destra ed incontriamo i Loggiati di San Domenico
che sono il Chiostro della Chiesa di San Domenico (Sec. XIV) e più avanti seguendo via A. Conti arriviamo in piazza
della Repubblica dove troviamo il grande Seminario Vescovile (Sec. XVII) e per ultimo la grande scalinata che risale verso la Chiesa del Santissimo Crocifisso (Sec. XVIII). Vorremmo salire ma le scale dopo la prima rampa
sono chiuse per lavori di restauro e quindi proseguiamo con
la strada che esce dal paese e ci apprestiamo ad iniziare la
discesa quando ci accorgiamo che dal gruppo manca un
componente. Torniamo indietro e lo vediamo trafficare vicino alla
ruota anteriore con una foratura e ci fermiamo tutti per
procedere alla riparazione che effettuiamo
in pochi minuti.
Riprendiamo la discesa ed arrivati su via dei Mangiadori
superiamo la Statua di Leopoldo II
e ci teniamo a destra imboccando la discesa
sulla SP40-Isola-San Miniato che arriva in località La Scala. All'incrocio giriamo a destra immettendoci sulla strada
statale SS67-Tosco Romagnola ed iniziamo il lungo rettilineo che passa per
Palazzo Torto
e ci fermiamo al distributore perché le nostre mountain bike
hanno davvero bisogno di una pulizia davvero notevole perchè
quasi irriconoscibili dopo il tanto fango di ieri e quello
di questa mattina. Facciamo una cosa veloce perché nel
frattempo il tempo sta cambiando ed in men che non si dica
riprendiamo il nostro itinerario proseguendo sempre diritto
e sul ponte attraversiamo il fiume Elsa entrando a Ponte d'Elsa.
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Siamo quasi arrivati a Empoli, mancano pochissimi km e non ci resta che aumentare un
poco la nostra andatura se vogliamo arrivare in albergo
ancora asciutti. Entriamo nella cittadina superando alla
rotonda il centro commerciale e tenendoci a sinistra
arriviamo a passare le rotonde successive per tenerci a
destra. Alla seconda il traffico è davvero molto intenso ma
è l'orario di rientro dal lavoro e quindi in queste
condizioni è abbastanza plausibile. Lasciamo la statale
quando proseguiamo diritto su via della Repubblica e poi
giriamo a destra su via San Rocco. Al bivio ci teniamo
a sinistra e percorriamo via Benvenuto Cellini girando poi,
in fondo, a destra su via Arnolfo di Cambio. Il senso unico
ci fa girare poi per forza su via G. Verdi e quindi a
sinistra per arrivare nei pressi della stazione ferroviaria
ed all'albergo dove passeremo la notte. Ce l'abbiamo fatta
senza prendere un goccio d'acqua ma facciamo in fretta a
sistemare i nostri mezzi perché adesso inizia a scendere
qualche goccia per davvero, ma oramai siamo a tetto e quindi
non ci importa più di tanto. Tanta fatica oggi, mentale per
cercare percorsi alternativi a quello disegnato a suo tempo
e fisica per le continue salite e discese che ci sono sul
tracciato, ma soddisfatti perché anche quella odierna è
stata davvero un'avventura.
Pier
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